Riflessioni su Tengen Toppa Gurenn Lagann (e l’Era dei Titani)
Posted on 10 gennaio 2010
(ATTENZIONE: CI SONO PARECCHI SPOILER SULLA SERIE!)
Si vede che Gurren Lagann è un prodotto Gainax, vale a dire otaku divenuti loro stessi creatori di anime. Se con Shinseiki Evangelion il robot gigante alla Nagai era stato portato verso un’evoluzione apparentemente “realistica”, ma che in realtà non faceva altro che estremizzare i sottotesti psicologici delle opere del Maestro (ovviamente, aggiungendoci molto altro, paure millenaristiche in primis), questo Gurren Lagann è una specie di “esercizio citazionistico” sul tema robot giganti, e in quanto autore di un’opera altrettanto citazionistica (intendo l’Era dei Titani) non posso che divertirmi moltissimo.
Anzi, mi chiedo come si faccia a godersi completamente questo anime senza essersi totalmente imbevuti di cartoni animati di robot giganti degli anni ’70 e riconoscere quindi le citazioni, che sono talmente tante che non si contano, a partire dalla prima scena del cartone che vede Simon adulto, in una tenuta che ricorda quella di Capitan Harlock (e la “super corazzata spaziale” che guida è anch’essa una citazione delle navi spaziali di Leiji Matsumoto).
Passando al robot, il Gurren Lagann è componibile (come Getter Robot e una miriade di epigoni), e quando la “testa” del primo mecha si infila nel secondo, il diagramma di “filamenti verdi” che riempie il robot è una citazione di Daiapolon: tra l’altro la trasformazione è totalmente “non realistica”, parodia delle trasformazioni divenute sempre più complicate nel corso degli anni. Del resto è parodico anche il blaterare di Kamina sullo “spirito ardente del guerriero”, un’estremizzazione comica dei personaggi “Mishimiani”, mi si passi il termine, di Nagai.
Inoltre il robot ha una “seconda faccia” all’altezza del corpo (caratteristica anche dei nemici), come i cattivi del Grande Mazinga, e usa come arma una trivella (come Jeeg), mentre a circa metà serie ha un’unità supplementare per il volo che si aggancia alla schiena (anche questa come il Grande Mazinga); e ancora: quando si trasforma, ha una mezzaluna sulla testa che ricorda quella di Zambot 3, e durante il primo combattimento, Viral, l’antagonista principale, combatte con un’arma simile all’attacco solare di Daitarn III, e nelle puntate successive la sua arma bianca è una falce come quella di Garada K7, storico avversario di Mazinga Z. E il Re Spirale ha dei sottoposti che vogliono combattere contro il Gurenn Lagann (come in Mazinga e in Jeeg).
Ma le citazioni sono anche a livello formale: ad esempio, a fine episodio (ma anche nel mezzo dell’episodio: basta pensare al calcio dato dal Gurenn Lagann nel secondo scontro con Viral), l’azione si ferma e viene congelata con un “fermo immagine” dipinto…proprio come nei finali degli anime di robottoni anni ’70. E tanto per gradire, la morte di Kamina (vi avevo detto che c’erano gli spoiler) replica esattamente quella di Rocky Joe alla fine dell’anime, con il disegno che diventa completamente bianco e il dettaglio del viso con gli occhi chiusi e del sorriso.
Insomma, se con Evangelion la Gainax ha creato un capolavoro robotico che rappresentava uno step ulteriore rispetto al modello nagaiano, con Tengen Toppa Gurenn Lagann ci mostra “l’altro lato della medaglia” di un’operazione cosi consapevole delle proprie fonti e crea una gustosissima (per certi versi malinconica) operazione citazionistico/parodica. I personaggi sono estremi, infantili, l’azione spesso insensata, e i combattimenti cambiano il loro esito in base alla determinazione del protagonista: elemento questo, già visto (anche nell’Era dei Titani il meccanismo è il medesimo), ma qui è portato talmente all’estremo da risultare ridicolo (ad esempio il robot che si autoripara solo perché i piloti hanno recuperato lo spirito combattivo!).
Che dire? L’operazione è apprezzabile e appunto molto divertente, ma per andare avanti credo si debba fare altro. Un lavoro come Code Geass, ad esempio, pur con numerosi difetti, lo trovo come un tentativo onesto (e in gran parte riuscito) di ripensare l’anime mecha/robottoni con tematiche attuali, in primis quella del terrorismo (tra l’altro già affrontata in maniera interessantissima dalla serie evergreen dell’animazione robotica, ovvero Gundam, con Gundam 00) e comunque aggiungendo all’anime di robot giganti situazioni non “canoniche”. Magari torniamo sull’argomento più avanti.
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